Verdi e ambientalisti attaccano la manovra economica messa a punto dal governo Berlusconi. “Tagliati quasi tutti i fondi e ritorno all’atomo. La Prestigiacomo che fa?”

“Il governo Berlusconi ha di fatto azzerato le politiche ambientali del nostro Paese”. Questo il giudizio di Verdi e ambientalisti all’indomani dell’approvazione da parte di Palazzo Chigi della manovra economica per il prossimo triennio.

“Dopo aver tagliato il Fondo di 150 milioni per la riforestazione, quello di 400 milioni per il trasporto pubblico locale ed aver tolto le risorse a quello per la tutela del paesaggio nelle aree Unesco, il fondo di 80 milioni per la ristrutturazione della rete idrica nazionale – denuncia Angelo Bonelli -con l’approvazione della manovra le politiche ambientali e climatiche escono completamente dall’agenda del governo”.

“Dopo la gaffe sui Parchi nazionali e l’irresponsabile scelta di tornare al nucleare radioattivo è ormai chiaro che le politiche ambientali non hanno alcun peso nelle scelte della destra – ha concluso Bonelli -. Questo è il nuovo corso del governo Berlusconi che di fatto ha abrogato il Ministero dell’Ambiente: si tratta di una situazione estremamente grave e che demolisce importanti conquiste ambientali della scorsa legislatura”.

Anti ambientale e anche con pesanti ricadute sociali negative aggiunge Paolo Cento: “Un mix di populismo e di scelte dagli effetti sociali ed ambientali disastrosi”. Tranne la ‘Robin Hood’ tax, “che finalmente penalizza i petrolieri e che merita un apprezzamento”, precisa Cento, “il resto delle scelte del governo ha l’unico effetto di aumentare il disagio sociale e di proporre uno sviluppo senza regole sia nella tutela del lavoro che dell’ambiente”.

Particolarmente grave per i Verdi, oltre all’intenzione di tornare al nucleare, “è anche la decisione di considerare enti pressoché inutili e da sopprimere i Parchi Nazionali. Serve una mobilitazione sociale forte e rigorosa, capace di indicare proposte alternative sia a tutela dell’ambiente che delle fasce sociali più deboli”.

Anche Legambiente critica duramente il Dpef 2009 – 2011del governo. “Soldi e tanti alle infrastrutture, il rilancio del nucleare, zero euro all’ambiente e il tentativo di cancellare i parchi. Quella elaborata da Berlusconi e Tremonti è una manovra contro l’ambiente”.

“Si sventolano tagli a destra e a manca e poi si impegnano i pochi soldi che lo Stato ha in cassa per opere di dubbia utilità come il Ponte sullo Stretto di Messina che inghiottirà più di 6 miliardi di euro – aggiunge Cogliati Dezza – o per scelte pesanti come il ritorno al nucleare”.

Il trasporto locale, aggiunge Cogliati, sarà privato dei necessari trasferimenti, “i soldi per abbattere i grandi ecomostri non ci sono più, che vengono decurtati i finanziamenti per il trasporto merci su ferro, mentre c’è addirittura il tentativo (per ora bloccato) di cancellare i parchi nazionali”.

“Credo che ci siano tutti gli elementi per dire che questa, per quello che riguarda le questioni ambientali, non è una manovra ma una retromarcia e basta. E ci piacerebbe che il ministro dell’ambiente, Stefania Prestigiacomo, facesse la voce grossa, reclamasse sui temi ambientali quell’attenzione che è assolutamente mancata”.

Redazione verdi
20 giugno 2008